Nell’estate del 2000, un padre e sua figlia, entrambi appassionati di natura, intrapresero un’avventura che prometteva di essere un incontro indimenticabile con la maestosità delle Guadalupe Mountains, in Texas. Lui, un professore con una profonda conoscenza dei segreti della terra, e lei, una giovane artista dall’anima vibrante, si misero in viaggio per scalare il Guadalupe Peak, la vetta più alta dello stato. Tuttavia, quella che era iniziata come una spedizione per toccare il cielo si trasformò in un enigma che ha sconcertato autorità, alpinisti e la comunità per oltre un decennio. Tredici anni dopo, nel 2013, una scoperta inquietante su una rupe remota riaprì le ferite di un caso che sembrava destinato a essere dimenticato.
Il Parco Nazionale dei Monti Guadalupe, situato a est di El Paso e vicino al confine con il New Mexico, è un luogo di austera bellezza e di un territorio impervio. Con le sue cime rocciose e il paesaggio desertico, il parco attrae escursionisti esperti che desiderano mettersi alla prova. Tuttavia, il suo isolamento e la mancanza di fonti d’acqua affidabili lo rendono un luogo in cui gli errori possono essere fatali. In questo contesto, il padre, che chiameremo David per proteggere la sua identità, e la figlia diciannovenne Emily, si sono avventurati sul Guadalupe Peak Trail, un trekking noto per la sua difficoltà ma anche per i suoi panorami spettacolari. Entrambi erano alpinisti esperti, equipaggiati con tutto il necessario per affrontare le sfide della montagna. O almeno così pensavano.
David, descritto dai suoi colleghi come meticoloso e appassionato di insegnamento, aveva pianificato l’escursione con cura. Secondo un caro amico, “David portava sempre con sé una mappa dettagliata e conosceva ogni sentiero come il palmo della sua mano. Non correva mai rischi inutili”. Emily, d’altra parte, era una giovane donna vivace, nota per i suoi disegni ispirati alla natura. Un compagno di classe la ricordava così: “Vedeva la bellezza in ogni cosa, da una roccia a un tramonto. Diceva sempre che le montagne erano la sua tela”. La coppia partì emozionata, lasciando un messaggio ai propri cari in cui si indicava che avrebbero fatto ritorno al tramonto. Ma quel messaggio fu l’ultima volta che qualcuno li ebbe notizie.
Non vedendoli tornare, è stato dato l’allarme. La famiglia ha contattato il National Park Service (NPS) e una massiccia operazione di ricerca è immediatamente iniziata. Squadre di soccorso, elicotteri e volontari hanno setacciato il parco, ma il terreno ha ostacolato i loro sforzi. I Monti Guadalupe sono uno dei parchi nazionali meno visitati degli Stati Uniti, con un paesaggio arido e senza fiumi che li attraversano. “Non c’è acqua, né sentieri facili. Se ti perdi, la montagna è spietata”, ha osservato un ranger esperto in un rapporto dell’epoca. Nonostante questi sforzi, non è stata trovata alcuna traccia di David o Emily. Non uno zaino, non un pezzo di stoffa, non un’impronta. Il caso si è rapidamente archiviato, diventando una delle sparizioni più enigmatiche del parco.
Passarono gli anni e la storia di David ed Emily divenne una sorta di leggenda locale. Gli alpinisti condividevano le loro teorie al campo: si erano persi in un burrone? Avevano subito un incidente mortale? Alcuni ipotizzavano persino un incontro con animali selvatici o qualcosa di più sinistro. La famiglia, tuttavia, si aggrappava alla speranza. “Non abbiamo mai smesso di cercare risposte. Ogni anno, qualcuno scalava la montagna sperando di trovare qualcosa”, ha detto uno dei cugini di Emily in un’intervista del 2010. Ma la montagna custodiva gelosamente i suoi segreti.
Nel 2013, un gruppo di scalatori esperti decise di esplorare una zona remota del Guadalupe Peak, un’area raramente frequentata a causa della sua difficoltà. Mentre salivano su una ripida parete, uno di loro notò qualcosa di insolito: un telo consumato, quasi fuso alla roccia dal passare del tempo. Avvicinandosi, trovarono i resti di un accampamento improvvisato, sospeso su una sporgenza così stretta da essere appena visibile dal basso. C’erano una tenda a pezzi, uno zaino con provviste in decomposizione e un quaderno con disegni che sembravano essere di Emily. La scoperta fu sconvolgente. “Era come se il tempo si fosse fermato. Tutto era lì, intatto, ma non c’era traccia di loro”, raccontò uno degli scalatori in un documentario successivo.
La scoperta ha suscitato una nuova ondata di interrogativi. Come è finito l’accampamento in un luogo così inaccessibile? Perché non è stato trovato durante le ricerche iniziali? I ricercatori hanno ipotizzato che David ed Emily potessero aver cercato riparo sulla cengia durante un temporale improvviso, ma la mancanza di resti umani ha complicato la narrazione. Un esperto di alpinismo ha osservato: “È possibile che una caduta o una valanga li abbia travolti, ma allora perché l’accampamento è rimasto intatto?”. Altri hanno ipotizzato che potessero essere stati vittime di una frana, un fenomeno comune nella zona. Tuttavia, nessuna teoria ha offerto una risposta definitiva.
Il quaderno di Emily, ritrovato tra i rottami, divenne un pezzo chiave. Le sue pagine erano piene di schizzi della montagna, alcuni accompagnati da note poetiche. Una delle ultime annotazioni recitava: “La vetta è vicina, ma il vento sussurra qualcosa che non capisco”. Queste parole hanno perseguitato la famiglia da allora. “È come se sapesse che qualcosa stava per accadere”, ha dichiarato la madre in una dichiarazione pubblica dopo il ritrovamento. Il quaderno è stato analizzato da esperti, ma non ha rivelato alcun indizio concreto sul suo destino.
Anche la comunità alpinistica ne fu profondamente colpita. Guadalupe Peak, simbolo di sfida e bellezza, assunse un’aura di mistero. I forum online si riempirono di speculazioni e alcuni escursionisti iniziarono a evitare la zona, temendo che la montagna fosse “maledetta”. Tuttavia, altri furono attratti dall’enigma e organizzarono spedizioni alla ricerca di ulteriori indizi. “È una storia che non lascia indifferenti. Ogni volta che salgo, penso a loro”, confessò una guida locale nel 2015.
Nonostante la scoperta del campo, il caso rimane irrisolto. Le autorità hanno perlustrato il sito più volte, ma la mancanza di tecnologie avanzate nel 2000 e le asprezze del terreno hanno limitato i progressi. La famiglia di David ed Emily ha creato una fondazione in loro memoria, dedicata a promuovere la sicurezza in montagna. “Non vogliamo che nessun altro debba passare attraverso questo. Se la loro storia può salvare una vita, allora la loro eredità continuerà a vivere”, ha detto un membro della famiglia durante un evento commemorativo.
Il mistero di Guadalupe Peak rimane un monito della fragilità umana di fronte alla natura. David ed Emily si avventurarono sulla montagna con sogni e speranze, ma la montagna scelse di non raccontare tutta la loro storia. Tredici anni dopo, l’accampamento sulla scogliera si erge come una silenziosa testimonianza della loro ultima avventura, un mistero irrisolto che continua a incuriosire e commuovere chiunque lo incontri. Mentre il vento continua a soffiare attraverso i canyon, sembra portare con sé gli echi di un padre e di una figlia che, da qualche parte, toccano ancora il cielo.